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Giardino dell'Orticultura + prova nuova lente Fish eye

Come tradizione, anche quest'anno si è svolta (dal 25 Aprile al 1 Maggio) la Mostra dei Fiori al giardino dell'Orticultura, dalle parti di via Bolognese. 

E nulla, una mattina ho preso e ci sono andata (autobus 12 dalla fermata Stazione Parcheggio).. non vedendo l'ora di immergermi ancora in un giardino che mi sta particolarmente a cuore per i ricordi che vi collego e perché, di fatto, è una location molto bella. 

Appena si varca il cancello, si viene invasi da un vortice di profumi che stordisce quasi e segna il passaggio nel mondo di Flora. 
Sulla sinistra banchini informativi della società che organizza il tutto > Società Toscana di Orticultura  e mercatini di beneficenza...poi, più avanti, ci si sbizzarisce col tema floreale. 
Ho tentato di far delle foto; soprattutto perché volevo provare la lente effetto fish-eye per Iphone arrivatami qualche giorno fa dopo lunga attesa. Metto qui quelle che mi sembran le migliori. 
Ah, non aspettatevi che scriva anche i nomi scientifici dei fiori...e accontentatevi di didascalie tipo "piante grasse".



                    simpatici animaletti decorativi in ferro (credo)

Dopo pochi passi, subito uno stand adorabile: quello delle Tillandsie, piante che -letteralmente - campano d'aria. Originarie del Centro America, sfruttano l'umidità che c'è nell'aria  per sopravvivere e svilupparsi (alcune fioriscono anche) fino a somigliare a mostruosi calamari verdi o chissà cos'altro. 
Mi avevano già sfiorato il cuore, ma il colpo di grazia me l'ha dato il tipo che le coltivava (se così si può dire) che, oltre ad avere un irresistibile accento pisano, mi ha spiegato che le Tillandsie si aggrappano  a qualunque cosa trovino, "Perfino alla televisione, se ce le métti sopra" . DEH
 ♥   ♥    ♥     ♥



Tutto il meglio all'inizio, mi verrebbe da dire, ma non vorrei sminuire gli altri fiori...anche se la bellezza delle orchidee è innegabile.
 Oddio, ora che ci penso sono indubbiamente simbolo di eleganza minimalista sì, ma in quanto a mostruosità anche loro non scherzano. 
Alcune specie sembrano addirittura cannibali..
Qui vediamo la tigrata e quella artificiale color violetto/blu.






La serra




Limoni semplicemente giganteschi..!







 Digitalis (unico nome scientifico che ricordo..) che sono quei fiori a cui probabilmente si sono ispirati per disegnare alcuni Pokemon erba.












Ecco, qui primo tentativo fish-eye...no comment. Era carino se lo facevo all'interno del fiore, che è tutto maculato, ma non volevo sembrare una pazza che si metteva a "ciancicare" (stropicciare) i fiori e li ho lasciati così.


Finalmente il banco delle carnivore <3 <3 <3 








 Si, ogni tanto buttan fuori qualche fiorellino pure loro...

                                  Il lato tenero delle carnivore

Come avrete capito, io ho una passione smodata per queste piante ❤

Adoro guardare dentro i loro tromboncini e trovarci zanzare e moschine rinsecchite chissà da quanto che attendono solo di esser digerite ❤


Non mancavano poi i complementi d'arredo e decorazioni per il giardino (anche se alcune di gusto discutibile forse)







   

 E poi giù di prove con questo benedetto fish-eye e tantissime varietà di fiori una più figa dell'altra.













Palle di fiori ❤







Concludo dicendo che è un bene che il mio pollice sia NERO anziché verde, così che, consapevole della fine che farebbero le mie piante, mi trattengo dal comprarle. Questo è l'unico motivo per cui non ho già un angolo di giardino o, peggio, di camera mia dominato da decine di bestiole carnivore o assurde piante polpo aggrappate con ogni forza alle mensole...


Riguardo la mostra in se' per se' c'è poco da dire, ma molto da annusare e godersi con i propri bulbi -per rimanere in tema- oculari ;) 

Icastica 2014

Mi ritrovate a parlare di Icastica; e stavolta non per difendere Damien Hirst e le sue pecore, ma perchè son già passati 15 giorni dall'inaugurazione della seconda edizione.

Arezzo, 15 Giugno 2014. Con un gruppo di amici partiamo dal cucuzzolo della città (Piazza S.Domenico e Fortezza) per calare giù fino alla stazione. Missione: più tappe possibili.

Lo scopo della rassegna è -anche- quello di "demusealizzare" l'arte. Per questo le opere, a parte quelle situate nella Galleria Civica e poche altre indoor, sono distribuite su un percorso di 4km che si snoda per le vie della città. 40 autori - 40 luoghi - 4 km ; come è scritto sul depliant/mappa rosso bordeaux.
Ci si può quindi ritrovare a pestare per sbaglio (!) le ombre di missili dipinte da Brigitte Zieger sull'erba dei Giardini della Fortezza Medicea, o imbattersi in un gigantesco teschio fatto di tubi  poco più in giù, all'inizio di Corso Italia.




Sempre in Corso Italia, simpaticissime le figure umane ombrello munite che penzolano sulle teste ignare o distratte dei passanti. A metà, un enorme donnone sdraiato e dolorante. Se si rimane sulla destra, troviamo installazioni di Michelangelo Pistoletto miste ai bellissimi mosaici romani di Palazzo Lambardi, aperto per l'occasione.



Svoltando a destra nella traversa successiva, finiamo in Piazza S.Francesco, con la Galleria Civica di Arte Contemporanea .Qui troviamo finalmente il tanto chiacchierato Hirst con il suo montone dalle corna d'oro.
Unica sede veramente museale, la Galleria presenta vari artisti grazie ai quali non vi pentirete di aver sottratto per un'oretta circa il vostro corpo alla dolce aria aretina.
 Pezzi più interessanti, a mio avviso, la Madonna fatta di "polistirolo" (virgoletto e se andrete a vederla capirete il perchè), l'ipersensuale installazione fatta con i tessuti,  le mattonelle con il loro curioso fregio e, soprattutto, ciò che vedrete salendo le scale e la conclusione giungendo al primo piano ;)
Vi ho messo curiosità così, eh? Dai dai, andatevele a vedere! Tra l'altro è TUTTO GRATUITO, approfittatene!



Piccolo trafiletto:  educazione all'arte contemporanea

Ho visto bambini che hanno rischiato di infilzare le loro pancine nei guard rail rossi scarlatti dell'opera posta davanti la Galleria Civica. Gente che abbracciava e strattonava gli omini bianchi (non so di cosa siano fatti, forse cartongesso) seduti sulle scale davanti alla Basilica di San Francesco.
Non so, per me ci vorrebbe un atteggiamento un pò più reverenziale. Non dico che trovarsi davanti a un guard rail sia come essere davanti al Cielo stellato di Van Gogh, ma insomma se si dice che quella è un'opera è un'opera, un pò di rispetto!
Non so, magari alcune di queste sono state concepite dall'autore stesso come strumenti con cui interagire..ma non credo faccia piacere a nessuno vedere le proprie creazioni spupazzate come fossero il  Ronald Mc Donald's di turno fuori dal fast food.


Piccolo trafiletto #2 : per gli scettici e i disprezzanti

Se l'arte contemporanea vi fa orrore, non provate nemmeno a capirla o non ne siete in grado, oppure semplicemente ci avete pensato e non vi piace proprio..almeno godetevi le meraviglie che la città di Arezzo offre, amalgamate o in contrasto con la rassegna.
Proprio grazie a questa, infatti, si può osservare la città con occhi nuovi e più curiosi per seguire le varie installazioni contemporanee; magari in alto, attaccate ad un palazzo dove prima non avevamo mai volto il nostro sguardo, o dentro una corte o una chiesina, che prima era passata inosservata.







Viola Rosai



Parking (ourselves) in the parks


Caldo: alla fine è arrivato.

E con lui i social si sono riempiti delle solite foto di mari e spiagge idilliache. O meglio;  che PAIONO idilliache..agli occhi di quegli altri disperati che, chi per studio chi per lavoro, son dovuti rimanere a sciogliersi in città  e poco importa che sia il Mar dei Caraibi o il Lido di Viareggio; è comunque un miraggio lontano.
(sto facendo largo uso del punto e virgola già nelle prime tre righe..va bene che è il mio segno di interpunzione preferito, ma insomma..un pò di contegno Violet!)

Come se non bastasse, questo foto sono spesso accompagnate da una serie di combo banali quanto terribili:
- Ripresa dall'alto di infradito + unghie smaltate. Ecco, ora io vorrei sapere chi diavolo ha sdoganato il colore GIALLO per i piedi (ma anche per le mani, se proprio vogliamo dirla tutta) facendolo così rientrare tra i trendz delle ultime stagioni. E che amiche/amici avete che non vi dicono che fa semplicemente cagare? Se nessuno aveva pensato ad usarlo finora (forse solo gli antichi sumeri seimila anni fa, ma si sa che loro eran fissati con giallo e blu) ci sarà un motivo, no?
Se non riuscite a trovare risposta a tutte queste domande e siete confusi beh, ve lo ribadisco io, tanto per chiarificare il concetto> lo smalto giallo sembra VOMITO spalmabile. Please, don't use it.

- Cosce in bella vista ai raggi del sole. Esiste anche la variante polpacci, ma ben più difficile se siete in modalità selfie. 
Anche qui mi sento in dovere verso la società di dare un consiglio: se i vostri cosciotti sembran quelli di un maiale e stanno rosolando al sole belli rossi, beh, forse potete anche evitare di fare foto.

- Primi piani dallo sguardo indecifrabile perchè coperto dalle lenti a specchio dei vari Oakley, Ray-ban, Carrera e compagnia bella.

Più che altro smettete di ammorbare Facebook con questo tripudio di banalità ; hanno inventato Instagram apposta!

Insomma, a fronte di questo fenomeno, certa gente forse non si sente poi così malaccio a rimanere costretta in città.. anche al solo pensiero di arrivare in spiaggia e vedere tutti con i telefoni, tablet e seghe varie saldamente in mano. Non c'è mai riposo per i maniaci dei social e della diffusione e per chi li sta accanto . Argomento interessante, questo e che mi tocca anche da vicino..a breve ci scriverò qualcosa su, promise .

Ma torniamo al tema reggente del post> caldo e gente che rimane in città. Come gestire queste due cose assieme?
Una buona soluzione per non rimanere tappati in casa, ma neanche essere esposti al riflesso dei raggi sull'asfalto bollente, è quella di rifugiarsi in un parco.
Nel precedente mese di maggio, ho provato l'esperienza due volte, nel Parco di Villa Demidoff (località Pratolino, FI) e al Parco Bucci a Faenza.

Villa Demidoff
E' da quando son piccina che sento nominare questo parco ma, dopo 21 anni di residenza a Firenze, niente, non lo avevo ancora visto. Roba da vergognarsi.
Coinvolta un'amica nella spedizione, si parte alla volta di Pratolino in una calda giornata di Maggio con tanto di sole a picco. Si imbocca via Bolognese con le sue belle villone e via.  Dopo poco Trespiano, località famosa per l'imponente e famoso cimitero, inizia la coda che capiremo poi essere per entrare nel parcheggio di Villa Demidoff, per l'appunto.
E' chiaro fin da subito che c'è un casino di gente, tant'è che ci tocca far arrampicare la macchina su un parcheggio collinare con pendenza 80%. Io nel panico, ovviamente.
Una volta ristabilite sui nostri arti e in piana, ci incamminiamo nel vialone di ingresso.
Non so quante centinaia di metri dopo (le distanze non son certo piccine eh, alla fine è un parco mediceo, mica seghe!) giungiamo a uno slargo dove la fanno da padrone bancarelle di cibo, cibo e ancora cibo intervallate da stand per bambini. I bambini infatti sono il target principale del parco, mi pare di capire. E' pieno di famigliole e attività apposite che vanno dall'osservazione di minerali all'arrampicata sugli alberi.
Bambini a parte, il simbolo del Parco è sicuramente lui

il Colosso dell'Appennino del Giambologna.
Ovviamente quando sono andata io era ancora sotto restauro. Grazie, mai una gioia.
Vabbè, la cosa figa di questa statua è che il chiamarla 'statua' si rivela altamente riduttivo, dato che al suo interno e sotto si cela una grotta nella quale si entrava (quando fu realizzata nel XVI sec.) dopo aver attraversato un labirinto di alloro. Vi è anche una scala che porta alla testa del gigante e, sulle spalle, un drago dai cui occhi e bocca usciva del fumo, se azionato.
Insomma, un vero e proprio marchingegno che ahimè, per ora mi è stato dato di vedere solo con le transenne e le impalcature attorno. Avevo ad andarci prima anche io eeeh

Per fortuna il parco offre tante altre bellezze





Diana cacciatrice

Febo Apollo (no head)
Tratto da wikipedia, che faccio prima a copiare paro paro che a riscrivere> "Villa Demidoff è la denominazione moderna di quello che resta della Villa Medicea di Pratolino e si trova nella località di Pratolino, a Vaglia, in Provincia di Firenze, in via Fiorentina, 276. La villa medicea vera e propria fu demolita nel 1822, ma in seguito venne acquistata dalla famiglia di origine russa dei Demidoff, che adibirono a nuova villa l'edificio secondario delle paggerie, ingrandendolo e ristrutturandolo. Il parco, seppur stravolto e spogliato nel corso dei secoli, è uno dei più belli e vasti di tutta laToscana, tra i più importanti nello stile all'inglese."
Questa, che in origine era una voliera, fu poi adibita a piscina. Deh, bella fonda eh.
Grotta del Mugnone del Giambologna
Il Signor Demidoff & Figli

Nella zona posta più in alto c'era anche un 'evento' firmato Campagna Amica, con tutti gli stand di animali e prodotti locali bio.














Belle iniziative per avvicinare le persone al proprio territorio e far entrare in contatto i bambini con animali, come le mucche, che non vedrebbero certo nel proprio giardino.



Stesso effetto di riavvicinamento alla natura e ritrovata pace interiore in quel di Faenza, al
Parco Bucci
un'oasi tranquilla in una cittadina già di per se' tranquilla. Laghetti e pavoni con le loro urla strazianti, collinette e conigli kawaii,
tanta ombra e relax.




Piazza del Popolo, Faenza